HAMLET SYNTHESIZED #4
Festival di musica elettronica
Un'intera giornata dedicata alla musica elettronica e sperimentale. Con concerti, conferenze e laboratori.
- Ex Sala Consiliare - Castiglione Olona
- In collaborazione con MMT Creative Labs
Eventi, idee e progetti per la musica elettronica e sperimentale.
Un'intera giornata dedicata alla musica elettronica e sperimentale. Con concerti, conferenze e laboratori.
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Un'intera giornata dedicata alla musica elettronica e sperimentale. Con concerti, conferenze e laboratori.
Nel suggestivo Salone del Grand Hotel, il Collettivo Méliès di Varese eseguirà dal vivo musica di accompagnamento alla proiezione di una selezione de “L’Inferno” (1911) della Milano Film, uno dei primi capolavori del genere in costume della storia del cinema italiano. Nel prezzo del biglietto è inclusa la visita guidata esclusiva agli spazi del Grand Hotel.
Conferenza e concerto
Anche quest'anno Hamlet collabora con il festival di filosofia Filosofarti per l'edizione 2026 dal titolo “Nodo/Reti”. Questo il programma della giornata:
h17:00 Incontro con l'autore Cesare Camardo per la presentazione del libro No Easy Action (Low Edizioni)
h18:00 Lezione magistrale di Carlo Serra: Nodi e Armonia
h19:00 Concerto: The Octopuss 44
Nel suggestivo borgo quattrocentesco di Castiglione Olona, il contrasto tra antico e moderno dà vita a una manifestazione unica: Hamlet Synthesized. Il festival si propone di creare un percorso di esplorazione sonora attraverso performance live, workshop e conferenze.
Il festival si terrà Domenica 20 settembre. Qui sotto trovate il programma (ancora in fase di definizione!).
Esposizione interattiva
Esposizione di Sintetizzatori, Theremin, Drum Machines e altri marchingegni elettronici che, sotto la guida di esperti, sarà possibile provare. Un momento divulgativo per capire cos'è la sintesi musicale e la musica elettronica.
Conferenza
Maria Maddalena Novati e Emanuela Carnevale Maffè (associazione NoMus).
Live performances
Una rassegna non stop di performance live di musica elettronica e harsh noise.
Il progetto Icydawn nasce nella seconda metà degli anni ’90 per mano di Sacha Rovelli, ex chitarrista autodidatta per formazioni new wave e sperimentali mai uscite dalla sala prove, con l’intento di utilizzare gli strumenti privandoli della loro identità e al di fuori dalle dinamiche di gruppo. Dopo una prima fase fatta di registrazioni in presa diretta (tutte andate perse), si aggiungono alla strumentazione prima un sintetizzatore midi (di questo periodo sono i primi lavori autoprodotti su CDr e cassetta) e poi un programma per registrare/editare. Seguono altri lavori autoprodotti e poi uscite per le etichette svizzere Show Me Your Wounds Prod. (tra cui una collaborazione con Aimaproject e una con Maurizio Bianchi), Old Bicycle Rec. (per una cassetta split con All Scars Orchestra) e Luce Sia (tra cui una collaborazione a 8 mani con Maurizio Bianchi e Mulo Muto) e un CD raccolta uscito per l’italiana Fonoarte/Revenge Rec. Dopo una colonna sonora realizzata per una mostra sulle guerre in Medio Oriente, la produzione si ferma per più di 10 anni, per riprendere con alcuni remix e collaborazioni per ODRZ e Rosa Lavita / Arlo bigazzi con una nuova strumentazione e una nuova concezione, che da il via anche alle prime uscite live.
MeVdA è un progetto rumorista di Attila Folklor (L’è Tütt Folklor Records, Insomnia Isterica, Mulo Muto, ecc.). MeVdA ibridizza harsh noise, heavy electronics, musique concrète, drone e ambient in un miscelatore post-industriale con il solo obiettivo dichiarato di raggiungere la galassia del rumore.
I Lottë nascono nel 2014 dall’incontro tra Luca Di Nenno e Marco Vidale. La loro musica, visiva e rituale, parte da un minimalismo elettronico, ambient e psichedelico per dilatarsi in vortici di campionamenti e cadenze industriali. In MAGOG Alessandra Matera e Elisa Tagliati attraversano la scena sonora con una performance di danza butoh in bilico tra introspezione ed espressività.
Sokushinbutsu Project è un duo italiano dark ambient/post-industrial formato nel 2020 da Massimo Mascheroni (ODRZ) ed Enrico Ponzoni. Il termine Sokushinbutsu (letteralmente "Buddha nel proprio corpo") si riferisce a un particolare rituale buddista praticato fin dal XII° secolo dai monaci giapponesi che, attraverso una lunga e dolorosa preparazione mentale, fisica e nutrizionale che culminava con la morte, preparavano i propri corpi ad un processo di auto-mummificazione.
A marzo 2021 è uscito il loro primo album, "即身仏", per l'etichetta italiana IÖR. A gennaio 2022 è uscito "5980 - Patto Generazionale" per l'etichetta norvegese TIBProd. A dicembre 2022 è uscito l'EP di tre tracce "Kristu" e ad aprile 2023 il loro terzo LP, "The Yōkai Codex". Entrambi gli album sono stati prodotti dall'etichetta italiana IÖR. SOKUSHINBUTSU PROJECT si è esibito negli ultimi anni tra Milano e Roma in clubs, gallerie d'arte e chiese sconsacrate. Nel gennaio 2025 è uscito "Libera nos Domine: a post-industrial Requiem" per l’etichetta IÖR.
Per Hamlet Synthesized Sokushinbutsu Project presenterà due brani del primo album "即身仏":
木喰 [Mokujiki-gyō] / Tree-eating. Nella seconda fase il monaco inizia a praticare un digiuno chiamato mokujiki-gyō (lett. “mangiare alberi/legno”) perché prevede l’assunzione di corteccia, castagne, ghiande, aghi di pino e, talvolta, di cristallo o pietre. Vicino alla conclusione di questa fase, il monaco inizia inoltre ad assumere un tè tossico a base di una pianta velenosa, la cui linfa era utilizzata per laccare le ceramiche.
入定 [Nyūjō] / Deep meditation. Durante le terza fase, il monaco torna al tempio e si fa rinchiudere dai suoi discepoli in una cripta sotto terra, dove trascorre gli ultimi giorni in meditazione profonda (nyūjō) nella posizione del loto, e respirando tramite una piccola cannula di bambù collegata all’esterno. Il monaco fa risuonare una campanella; quando i discepoli, dall'esterno, non ne udranno più il suono, sapranno che il corpo dell'asceta ha esalato l'ultimo respiro.
Luca Ferro è figlio di un'insegnante di musica e ha imparato a suonare alcuni strumenti da autodidatta. Ha una forte inclinazione alla ricerca sonora, con un gusto particolare per la musica di bassa qualità e per la nostalgia, per le dissonanze e per i rumori, senza dimenticare melodie e strumenti fuori dagli schemi. Si è diplomato nel 2020 in Sound Design Pro alla NAM di Milano.
Con Satori Junk (voce, tastiere, synths, FX), dal 2012 a oggi, ha fatto concerti in club e festival in giro per l'Europa (Exit, Revolution...).
Come Luca Ferro, progetto solista, ha realizzato dal 2020 diversi concerti in festival e tour in Italia e in Europa, in tour con artisti internazionali come Ryosuke Kiyasu (Giappone) e Alexei Borisov (Russia).
Va inoltre menzionato il suo lavoro di sound design per il video "Piccolo Amplesso" del regista italo-giapponese Jean Sadao, realizzato per la mostra Intersections dei designer Angelo Mangiarotti e Rudy Faissal, presentata nel 2021 al Salone del Mobile di Milano.
Jets, oltre al titolo dell’album, è anche il nome del progetto che si sono dati Andrea Dicò e Massimo Mascheroni dopo essersi incontrati due anni fa per alcune session di improvvisazione.
Andrea Dicò è batterista-percussionista attivo anche in altri progetti (DC, Sokushinbutsu Project Trio) e interessato all’utilizzo di materiali ritmici “poveri” e di uso comune. Massimo Mascheroni (ODRZ, Sokushinbutsu Project) è un “distruttore” elettronico-rumorista che traffica con synth, campionatori e microfoni effettati.
Il legame tra i due prende origine dall’idea di coniugare le atmosfere elettroniche, vicine alla industrial music, e l’ausilio casuale dei field recordings realizzati da Andrea, con una batteria che potesse potenziare e completare l’impatto già deflagrante delle macchine di Mascheroni.
Il risultato che ne consegue è una miscela fra rumori assortiti e urla lancianti, colpi/corpi metallici a tratti tribali e melodie “spaziali” che danno vita a mantra ossessivi, immobili, cupi ma con un cuore magmatico in continuo movimento.
Le cinque tracce del disco sono un mix di sonorità, apparentemente distanti fra loro, che ha generato un risultato non facile da etichettare. La loro musica è un conflitto di jazz e industrial che forse si può definire post-industriale ma anche post-jazz. Nella sostanza, un industrial-jazz ricco di frequenze basse.
Concerto
Una orchestra di dieci musicisti noise che si muove al limite dell'improvvisazione su una struttura di opera classica.
Con il contributo di:
L'associazione Hamlet si occupa di promuovere la musica elettronica e sperimentale riunendo artisti e creando spazi di condivisione espressiva in provincia di Varese.
Obiettivo dell'associazione è creare nuove sinergie locali per dar voce agli strumenti non convenzionali e all'interazione multimediale sulla scia dell'opera di Luigi Russolo, pioniere della musica sperimentale, che ha a lungo vissuto nella provincia di Varese.
Hamlet organizza concerti, esposizioni, workshop e seminari, collaborando con partner attivi nell'ambito della musica contemporanea, della sperimentazione e della ricerca teorica come NoMus, Audior, MMT Creative Labs e Filosofarti.
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